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Ho dedicato un giorno di questa settimana alla presenza al corso di e-business dell’università di Venezia. Si tratta di un corso della laurea triennale in marketing e comunicazione che già ha visto marketingarena tra i protagonisti indiretti come fonte di informazione per gli studenti più curiosi. La stessa cosa è stata fatta in passato col corso di marketing di scienze della comunicazione a Padova, ecco la prima forma di apprendimento contaminato, i blog entrano in aula.

La seconda forma è molto più pervasiva e innovativa, e consta di un ping pong mediatico tra i due corsi citati i cui gli studenti lavorano alle proprie presentazioni in gruppo su tematiche parallele, ben consci dei lavori dei propri colleghi padovani o veneziani con l’effetto, allo stesso tempo, di perdere una fonte di notizie e spunti e guadagnare una sfida a livello di knowledge work.

Gli output finali di questo challenge accademico sono stati assolutamente sorprendenti, diamo volentieri spazio ad alcuni degli esempi più meritevoli, tutti link che vi consiglio senza indugio.

Non analizzeremo però il parallelo ma il lavoro sulle comunità virtuali di consumatori che ruotano attorno a prodotti del made in Italy degli studenti di Padova e quello sui motori di ricerca degli studenti di Venezia.

I ragazzi di Padova hanno sviluppato dei lavori molto divertenti, segnalo in particolare:

– il caso spritz.it (gruppo whynot)
i leonardisti e la community diadora (gruppo ICTus)
dainese e i baci perugina (gruppo imagnifici 5)

A Venezia invece si parlava di ricerca 2.0, segnalo alcuni casi:

– I ragazzi di Egroup hanno parlato di marumushi e della sua newsmap ma anche di gnod e miss Dewey tanto divertente quanto stancante (alla lunga).. in pieno stile microsoft presentata da vari gruppi.

– Ancora sui motori visuali ecco liveplasma.com segnalato dal gruppo 2L8

– Si è parlato (gruppo mercurio 3.0) anche di like.com, motore in crescita e di browsegoods.com segnalato dal gruppo profit

Ciò che si evince dai lavori è, a mio avviso, il concetto di specializzazione e orientamento al consumatore. Abbiamo visto che alcuni motori si stanno orientando verso settori ben precisi integrando la ricerca con il concetto di directory delineando in taluni casi anche un modello di business che però appare ancora labile. Siamo di fronte ad una realtà nel mezzo di una tempesta, la cosa è quindi piuttosto normale.

Per quanto riguarda le comunità esistono casi in cui i consumatori si organizzano e le aziende imparano a tenerne conto, ed altre situazioni che vedono l’impresa a spingere per l’aggregazione dei propri appassionati intervenendo anche sul prodotto che diviene sempre più community-driven.

In ogni caso complimenti a questi ragazzi che hanno dato una visione molto innovativa dei temi affrontati presentando casi interessanti. E’ molto bello cercare di recuperare e diffondere queste produzioni visto che il lavoro svolto non merita di essere chiuso nel cassetto dello studio di un prof senza avere alcuna gratificazione fuori dall’aula universitaria.

Marketingarena vede nelle proprie statistiche di visite molti accessi da università italiane, dai bocconiani alla luiss, da torino a urbino, invitiamo tutti quelli che desiderano una vetrina di questo tipo (nei limiti dei nostri numeri) per condividere le proprie produzioni a mandarci una mail marketingarena@gmail.com

Giorgio

Marco Bettiol mi segnala alcuni link interessanti usciti dai commenti sui blog dei corsi

http://www.ning.com/
http://www.songtapper.com/
marketing padova

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