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MarketingArena non è “mi manda rai tre”, non perchè sia meglio o peggio, non lo è e basta. Oggi però parliamo di un argomento che in questa ed altre trasmissioni simili avrebbe il giusto spazio.
Spesso si dice “bene o male, purchè se ne parli”, citando Paris Hilton come esempio di bad marketing che però sfrutta a proprio beneficio il gran parlare in negativo che si fa di lei. Non credo che questo sia il caso del conto genius di unicredit banca, ed ora vi racconto il perchè.
Ore 20.52 casa Soffiato (cioè casa mia)
IO: “Pronto?”
LEI: “Salve, chiamo per conto di unicredit banca, posso parlare col signor Giorgio Soffiato?”
IO: “Sono io”
LEI: “Posso farle tre domande per un sondaggio che stiamo conducendo tra i giovani?”
*penso che mia mamma dice sempre che al suo posto può esserci suo figlio, cioè io, quindi come al solito acconsento di buon grado cercando di perdere meno di mezzora e di non maltrattare l’operatrice del call center di turno, tra l’altro a questo punto stavo ancora pensando che volessero offrirmi un lavoro quindi ero ben disposto*
IO: “Se non ci mettiamo troppo..”
LEI: “Conosce conto Genius?”
IO: “No”
LEI: “Conto Genius è un conto che fino ai 27 anni non ha spese e fino ai 30…..bla…bla…bla.. che voto darebbe ad un conto cosi?”
IO: *già nervoso* “Direi buono, anche se il mercato è molto competitivo”
LEI: “E’ vero, ma conto genius…bla…bla..bla.. se vuole conoscerlo può andare al sito… bla..bla..bla.. Abbiamo concluso, arrivederci”
IO: “grazie, buonasera”
Ora, io credo che unicredit banca abbia un responsabile del marketing che decide di chiamare un conto genius e di rivolgersi ad un target entro i 27 anni dopo un’operazione di data mining, le premesse sono quindi quelle di rivolgersi a ragazzi svegli per presentare un prodotto che in apparenza è anche buono. E lui però poi ti inventa lo stratagemma di marketing, facciamo il sondaggio che ha un minore tasso di telefoni sbattuti in faccia e cosi riusciamo a comunicare il nostro prodotto. A me sembra pubblicità ingannevole, e a voi?
Lo abbiamo detto mille volte, il web 2.0, internet, il consumatore è intelligente, informato, cattivo, deve essere nostro complice, premiamolo con la qualitò, smettiamolo di prenderlo in giro. Con questo blog la nostra redazione ha la fortuna di parlare a 100/200 persone ogni giorno, ben più delle nove stimate dai libri di marketing come media di esternazioni negative su un prodotto di un consumatore insoddisfatto. Ma mettiamo che questa cosa non passi inosservata e che come italia.it faccia il giro della rete, mettiamo che i blogger di marketing la riprendano e magari Beppe Grillo la sottolinei, mettiamo che un giornale ne dia menzione… Tutto questo sembra fantasia ma è verosimile, non facile ma verosimile. La lezione è quindi la seguente: stiamo attenti con le nostre politiche aggressive perche, come quando si fa un pezzo di strada in corsia di emergenza o non si prende il numero per comprare il prosciutto, qualcuno potrebbe prendersela sul serio e queste cavolate potrebbero avere effetti valanga imprevisti e talmente grandi da richiedere interventi di crisis management, lo sa bene bonduelle con il suo blog fake, e lo sanno bene altri (come bmw per il posizionamento nei motori). Questo è un potenziale esempio di merketing virale negativo e, con buona pace di Paris Hilton, se io fossi unicredit non ci penserei due volte ad evitare simili aggressioni, credetemi, non pagano.
Giorgio

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