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Abbiamo parlato recentemente e diffusamente di internet come nuovo strumento al servizio delle aziende, dei professionisti di relazioni pubbliche, dei comunicatori in generale.
Un settore che ancora non aveva sfruttato appieno le potenzialità della rete si poteva considerare la politica. Infatti, al di là dei siti di partito (in Italia, vetrine propagandistiche a tutti gli effetti, zeppe di falsi, parodie o frasi ad effetto), non si è sfruttata la rete in quanto strumento che permette dialogo e soprattutto visibilità a una platea enorme di potenziali elettori, che spesso si sottraggono, per le loro caratteristiche sociali, al bombardamento mediatico effettuato dai media classici.

Negli Stati Uniti però il trend sta mutando. A un anno e mezzo dalle elezioni presidenziali americane, si è già scatenata nella rete una furiosa competizione per la conquista di un elettorato giovane e determinante.
Blog, social network, siti ufficiali e non, digital video: tutto vale per il sostegno del candidato scelto.

Un esempio concreto: l’ex senatore John Edwards si candida a fine 2006, ma non comunica la notizia ai media, bensì ai navigatori, direttamente tramite il suo sito. “Errore tecnico” si dice subito, ma più probabilmente questo fa parte di un piano di marketing virale studiato ad hoc. L’esito per Edwards infatti è fortunato: siti e blog politici immediatamente riprendono la notizia, che corre veloce grazie al passaparola e attira quindi l’attenzione dei media tradizionali. Decisamente più efficace di una normale conferenza stampa…
A darci conferma del sospetto di piano creato ad arte vi è inoltre la presentazione di Edwards: si propone con un video postato su youtube, sorretto da una serie di bloggers (volontari e stipendiati) e guidato da un portale ben congegnato. In più: profilo su MySpace e su FaceBook, nonché gallerie fotografiche del candidato su Flickr.

Ma Edwards non presenta un caso isolato. Barack Obama, candidato di colore ben accreditato per la vittoria finale, oltre agli strumenti usati dall’avversario, ha inoltre proposto un network sociale, stimolando gli utenti all’apertura di blog personali all’interno dello stesso e alla formazione di club virtuali e reti amicali.

Hillary Clinton ovviamente non sta a guardare e rilancia: tre serate consecutive di “live webcasting” per parlare direttamente con i cittadini americani, rispondendo alle domande inviate da internet.

Non si deve dimenticare infine che, tramite video preparati preventivamente, si possono evitare domande scomode, che tipicamente piovono nelle conferenze stampa e in altri eventi “live”…
Le potenzialità in termini di raggiungimento dei target e viral marketing sono perciò elevatissime e ancora una volta internet offre le sue caratteristiche di innovatività a contesti altamente competitivi. L’imperativo è sempre più “esserci” attivamente, per non essere sconfitti in partenza.

Luca Crivellaro per marketingarena

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