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Noi di marketingArena crediamo nell’innovazione, e visto che si tratta di un argomento di scottante attualità, abbiamo raccolto alcuni spunti interessanti che cercheremo di trattare e che sicuramente meritano un ulteriore approfondimento.
“Piccole imprese, grandi innovatori, ovvero il nord est del futuro”. Questo il titolo del convegno proposto da Alea e Unindustria Venezia, svoltosi sabato 10 febbraio nella sede di Unindustria, in cui venivano presentati i casi di alcune pmi di successo.*

Questi i temi connessi all’innovazione e alla crescita, in relazione alle PMI:
Ruolo dell’imprenditore e del manager: dalla discussione si evince come l’imprenditore si renda conto dell’importanza di managerializzare l’azienda (sia da un punto strategico che operativo) ma al contempo dimostra diffidenza nei confronti del manager, visto come un professionista esterno. Le difficoltà nascono proprio perché la maggior parte delle pmi sono ancora a “conduzione famigliare”, guidate da rapporti affettivi, fiduciari ancor prima che professionali. Il primo passo di un manager (giovane o senior che sia) dovrebbe essere quello di capire il contesto nel quale si trova, la mentalità dell’imprenditore, le relazione e i giochi di potere all’interno dell’azienda. Inizialmente il manager dovrebbe essere più uno psicologo che un operativo in quanto la fiducia dell’imprenditore e della sua struttura non è stabilita da contratto, ma va gestita ogni giorno. L’imprenditore non vuole scossoni, nemmeno da un punto di vista metodologico, nella prima fase della gestione. Alla luce del cambiamenti dello scenario competitivo, una crescita delle Pmi senza la competenza di un manager è davvero possibile?É più facile che l’imprenditore diventi manager, o che il manager diventi imprenditore?
Orientamento al cliente: nei casi – d’eccellenza – presentati durante la conferenza, l’ottica di mercato è ampiamente condivisa. L’unico dubbio sta nel ruolo degli strumenti strategici adottati dalle pmi per raggiungere l’obiettivo preposto della customer satisfction. Marketing e comunicazione sono viste come un costo più che un investimento necessario alla crescita, in quanto si privilegiano strumenti operativi di breve periodo, che portano a risultati riscontrabili nel conto economico di fine anno. Tutte le aziende mettono al centro del processo il cliente. Resta da capire come il target-group venga preventivamente selezionato. L’analisi strategica come starting point, infatti, non è ancora pienamente condivisa: è stata presentata da Mazzonetto, il quale proprio grazie all’analisi di mercato, dei concorrenti e del target ha cambiato il core business dell’azienda in cui lavora (Bencini spa). Anche l’attività di controllo, progettata ex ante e attuata ex post è stata trattata solo da Mazzonetto, il quale ha argomentato con dati, propri di un’attività di verifica, i miglioramenti di performance dell’azienda, non solo da un punto di vista dei risultati di fatturato, ma anche legati ad aree differenti, interne all’azienda. Considerando la dimensione tipica della Pmi, in molti casi composta da circa 10 persone, e data la complessità dell’analisi ( sia in fase di programmazione, raccolta e gestione dei dati,sia in fase di lettura e interpretazione degli stessi) è realmente possibile pensare di poter svolgere tali operazioni, in modo sistematica e pianificata, senza ricorrere a consulenti esterni?
Organizzazione interna all’azienda: L’organizzazione aziendale, il dotarsi di una struttura articolata per compiti e ruoli viene accettata e lodata da tutti come momento di crescita. Pianificare l’organigramma è uno dei primi passi per tutte le aziende. Una migliore performance è figlia innanzitutto di una suddivisione delle responsabilità e di regole condivise all’interno della struttura.
Ricerca & sviluppo: la ricerca, così come il marketing e la comunicazione, spesso, viene vista come un costo piuttosto che come un investimento, soprattutto in considerazione al fatto che la ricerca, anche se riconosciuta come vero valore aggiunto, è realmente percepita come esigenza quando vi sono segnali di crisi. Tuttavia gli imprenditori riconoscono all’unisono le potenzialità della ricerca, e l’importanza di dotarsi di un reparto permanente all’interno delle proprie aziende, anche se, spesso, le difficoltà maggiori sono legate all’accesso al credito e ai finanziamenti.
Apertura alle reti: Al di là dei distretti esistenti, è davvero possibile una crescita congiunta delle pmi nei vari settori che porti alla collaborazione e non solo alla competizione? Alla luce di quanto emerso dal dibattito, si avverte ancora una certa resistenza all’apertura e al confronto con gli altri, soprattutto nelle imprese a conduzione famigliare: non vi è legame con il territorio, anche in presenza di un’organizzazione distrettuale. Mancano, infatti, legami duraturi per competere e collaborare attivamente al fine di una crescita comune.

*I relatori dell’incontro erano:
F. Azzariti – Curatore del V salone d’impresa, autore del libro punto di partenza del convegno.
F. Bettiol – vice presidente di Unindustria Venezia e A.D. Bizeta s.r.l.
M. Bortali – vice presidente ALEA
M.Peserico – consigliere ALEA
D. Ravanello – Presidente Insalp s.r.l.
G. Mazzonetto – D.G. Bencini s.p.a.
R. Candotti – Presidente Cobra s.p.a.

Parte 1/2. Filippo Minelli & Gianluca Marconato

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