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L’altro giorno stavo guardando un film, di cui non ricordo il titolo, in televisione e ad un certo punto mi compare, dal basso una pubblicità di una nuova automobile, con tanto di slogan! Al momento ho sentito un leggero disturbo psichico, e non capivo se era per il fatto che quella scritta aveva occupato quasi la metà dello schermo della mia tv (era pertanto impossibile non notarla!) o se per il semplice fatto che ho perso la concentrazione del film che stavo guardando… resta certa una cosa però… quello slogan mi ha dato non poco fastidio e mi ha lanciato in questo spunto di riflessione!
Da un lato bisogna dire a coloro che l’hanno creato che sono stati bravi a trovare uno spazio originale (anche se in realtà di recente ho visto quello spazio già occupato ma solo per altri programmi televisivi) dove piazzare un bel messaggio attraente (e fastidioso…), e dall’altro però bisogna dire anche che non se ne può più…io sono stanco di vedere pubblicità ovunque, in ogni singolo spazio e angolo del pianeta: dove qualcuno non sia arrivato ad appiccicarci un bel poster, o uno slogan in genere, è solo perché o non ci ha ancora pensato nessuno o perché non si può!
Per essere più precisi e per evitare equivoci, voglio affermare che, personalmente, non sono contro il fenomeno pubblicitario in sé, ma credo soltanto che la sua forma, sempre più invasiva, e di natura ancora fordista, sia sempre più fastidiosa ed inefficace agli occhi di un consumatore che è sempre più intelligente e attento a non subire stimoli invasivi: la pubblicità di oggi deve corteggiare il suo cliente, lo deve coccolare, lo deve far sognare… è per questo che deve passare quasi inosservata, pur cercando di far arrivare il messaggio, senza interrompere o bombardare, deve essere un momento di piacere oppure deve passare sottovoce, senza infastidire o bombardare…
Sulla mia tesi voglio portare degli esempi pratici: senza fare nomi, ho notato nel tempo uno spostamento dello slogan televisivo da presentazioni tecniche dei requisiti del prodotto a veri e propri cortometraggi, ma ho idea che nemmeno questo basti più e pertanto mi mostro favorevole alla proposta di “legalizzare” nelle produzioni cinematografiche gli “sponsor occulti” ( credo anche, da un lato, che se qualcuno esagera, invadendo, chi ci rimetta sia il film stesso, per cui, a parere personale, è difficile che ciò accada…e d’altro lato è vero anche che ne guadagnerebbe sicuramente il realismo del film stesso ); per quanto riguarda la radio ho notato che di recente vengono fatte passare pubblicità sempre più carine e divertenti, specialmente quando si integrano con determinate trasmissioni radiofoniche, serve tuttavia un nuovo modello anche qui; infine, la pubblicità che più mi colpisce è quella “on the road”, ovvero tutti quei manifesti spesso divertenti, ma ancora più frequentemente orribili… quelli che però trovo interessanti sono quelli che si trasformano in arte, spesso contemporanea, richiamando valori, idee, attenzione, creatività, e brand.
Forse la chiave del passaggio sta proprio nel saper fondere i requisiti della vecchia pubblicità con le esigenze del nuovo consumatore, creando opere innovative e creative: perché quando guardo una pubblicità dovrei cambiare canale o annoiarmi? Se gli utenti televisivi attendessero con ansia i momenti di “consigli per gli acquisti” allora saremmo passati probabilmente ad una nuova era…

Stefano Guerra per MarketingArena

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