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Nate negli anni ’70 in America, le compagnie aeree low cost si affacciano nel mercato europeo nei primissimi anni ’90 con la nascita della compagnia irlandese Ryanair che oggi, assieme alla easy jet, si distribuisce la fetta più grossa del mercato europeo.
Dagli anni della loro nascita fino ai giorni nostri si è assistito ad un proliferarsi di compagnie di volo a basso costo (Myair, Alpi eagles, Wind jet, solo per fare alcuni nomi) che hanno rivoluzionato completamente il settore del trasporto aereo, arrivando a proporre voli a 99 cent.
Per rendere maggiormente l’idea del loro sviluppo basti pensare che nell’estate appena passata, un volo su cinque è stato low cost.

A molti viene da chiedersi come sia possibile che una compagnia aerea possa applicare prezzi così bassi che sembrano frutto di una politica commerciale insostenibile dal punto di vista economico e finanziario e che porta molti a credere che ciò si ripercuota in una bassa sicurezza del volo.
Partendo dal presupposto che la sicurezza in volo non è un optional per accrescere il vantaggio competitivo, ma un obbligo che qualsiasi compagnia aerea deve rispettare, lo è ancor di più per quelle low cost; se si verificasse infatti un guasto ad un velivolo di tali compagnie questo andrebbe ad intaccare in maniera spropositata l’immagine dell’azienda con perdite inestimabili rispetto a quello che potrebbe accadere ad una normale compagnia aerea che effettua voli di linea, questo proprio perché molto spesso il consumatore tende ad associare il basso costo ad una minore sicurezza.

Ma allora com’è possibile vendere biglietti aerei a prezzi così bassi?
Innanzitutto precisiamo che tali compagnie attuano quella che viene comunemente definita strategia dello “yield management”, ossia l’applicazione di prezzi differenti allo stesso prodotto a diversi consumatori; normalmente quindi più anticipatamente viene acquistato il biglietto aereo, minore è il prezzo che si paga.
In secondo luogo tali aziende si basano su una politica di riduzione permanente dei costi di gestione, costi che risultano inferiori a più del 50% di quelli delle compagnie aeree classiche.
Tale riduzione è possibile grazie a:
– ricorso massiccio ad internet per le vendite (-10%)
– uso di aeroporti minori che porta a pagare tasse più basse e ridurre i tempi di sosta a terra degli aerei (-15%)
– riduzione dei servizi a bordo: unica classe di passeggeri, libera scelta dei posti a sedere, eliminazione dei pasti gratuiti a bordo (-20%)
– razionalizzazione della manutenzione con l’uso di vettori aerei di un solo tipo (-5%)
– razionalizzazione del personale: multiruolo attribuito ai dipendenti (-4%)

Grazie alle sue caratteristiche e alla crescente mobilità degli individui, il mercato low cost è in forte crescita, tuttavia alcune considerazioni mi sembrano opportune circa l’allargamento del mercato che si potrebbe effettuare.
Innanzitutto l’80% dei biglietti è acquisto per motivi turistici, viene allora da chiedersi se non sia il caso che tali aziende puntino un po’ di più sul settore business con offerte particolari rivolte alle aziende e, in secondo luogo, colpire quella fetta non indifferente di individui che vedono con diffidenza tali compagnie attraverso campagne pubblicitarie, relazioni pubbliche ed eventi (il tutto mantenendo sempre quell’ottica di contenimento dei costi) in modo tale da ottenere un’identità più chiara e condivisa da tutti e, ovviamente, incrementare ancor di più le vendite.

Thomas Longo per marketingarena

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