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Rubo” l’argomento principe di Gianluca e mi metto a parlare di auto.
Il coachbuild sembra tornato di moda. Ma si cosa si tratta? Si tratta di ideare una carrozzeria di lusso su misura, una moda in voga a metà 900 tra gli aristocratici e i facoltosi industriali europei che non volevano guidare auto prodotte in serie e rilanciata in questi tempi da Henrick Fisker e Bernhard Koehler, due progettisti che si sono trovati a lavorare insieme in quel ricco e fervido mondo quasi fiabesco che è la California.
I materiali tecnologicamente più avanzati e la pelle italiana più fine e delicata. Un oggetto d’arte, insomma: la Fisker Coachbuild, nata nel Gennaio 2005, assicura un’auto assemblata artigianalmente dalla Stola di Torino e progettata in quantità così limitata da assicurarne l’esclusività.
Fisker, il danese che ha creato la Z8 alla BMW e la DB9 alla Aston Martin, e Koehler, il tedesco che ha disegnato macchine per 22 anni alla BMW hanno capito che possedere una Ferrari o una Rolls-Royce non è più così singolare, non in California almeno, terra dove si raggruppano le teste dell’hi-tech, le star hollywoodiane e i magnati del petrolio, tutta gente insomma a caccia di esclusività.
Quando Jiulia Roberts si presenta alla cerimonia degli Oscar, Armani le confeziona un vestito su misura. Questo si che si può veramente chiamare un pezzo unico. E questo è quanto le Tramonto e le Latigo della Fisker Coachbuild promettono: una macchina in solo 150 esemplari, che si rivolge a chi, oltre a nutrire una sfrenata passione per le automobili, abbia senso estetico, l’anima del collezionista ed un inesauribile desiderio di distinguersi dagli altri con eleganze e discrezione.
Fisker e Koehler si sono conosciuti in Germania ma hanno iniziato a collaborare in California capendo in fretta che proprio lì, nel maggior mercato mondiale delle vetture di lusso non si produce neppure un’automobile alto di gamma con la perizia artigianale; questo perché la progettazione, la realizzazione e la produzione di una macchina richiede un impegno finanziario elevato.
Ecco allora la soluzione: utilizzare una macchina già in commercio, smontarla completamente e ricostruirla con i materiali e secondo le indicazioni di ogni singolo cliente, cosa che consente al cliente di ottenere l’assistenza, i ricambi e la garanzia fornita dal produttore della macchina “madre” in tutto il mondo.
In una Fisker non c’è nulla in plastica cromata, ogni pomello, ogni levetta, è realizzata su misura con materiali raffinati: l’acciaio viene sostituito con la fibra di carbonio, le portiere sono ricostruite in alluminio, l’interno è in pelle cucito a mano, i fanali LED ridisegnati proprio da Fisker sono fabbricati in Gran Bretagna; le ruote prodotte in California, il motore potenziato dalla Kleeman.
Dalla firma del contratto di acquisto alla consegna passano in media tre mesi, un intervallo di tempo incredibilmente breve per la produzione artigianale di un’ auto progettata in California e assemblata in Italia con componenti fabbricati da 12 fornitori.
La produzione della Tramonto è stata presentata per la prima volta al Salone di Francoforte nel Settembre 2005, quella della Latigo inizierà quest’anno.
È ancor presto per fare un bilancio dell’ambiziosa impresa di questi due neo-californiani, certo è che la società ha gia ricevuto ordini per tutte le 150 Tramonto a un prezzo di listino che varia tra i 239 mila e i 297 mila dollari. Le prime unità sono dirette al mercato USA, poi le macchine saranno vendute direttamente o tramite rivenditori specializzati anche in Europa, Asia e Medio oriente.
In futuro i due soci potrebbero lanciare berline o addirittura fuoristrada e allargare il pubblico di clienti. Nell’era del micro marketing e della personalizzazione spinta direi che questi due hanno sicuramente centrato il bersaglio.
Il plus sta nell’offrire qualcosa di unico e inimitabile che assomiglia al proprietario diventando quasi un suo prolungamento, offrire qualcosa che ci differenzi dagli altri ma che ci faccia ammirare da loro. Vale per le macchine certo, ma credo che il discorso sia espandibile ad ogni altra categoria di beni e servizi.

Ilaria Paparella per marketingarena

Fonte: http://www.fiskercb.com
Ventiquattro

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