Email this to someoneBuffer this pageTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInShare on Facebook

Poco tempo fa abbiamo scoperto con Gianluca della buona trovata di Luca De Meo, responsabile brand Fiat, il quale per il lancio della nuova (e bellissima!) “Bravo” ha creato un blog dal quale si può capire come nasce un’automobile, attraverso le varie fasi di produzione, o conoscere le persone che stanno dietro a un progetto, ascoltando le loro idee.
Oltre a Fiat, anche molte altre aziende hanno compreso l’importanza di una comunicazione aperta, a due vie, pronta ad accogliere la curiosità del navigatore della rete. In presenza di questo tipo di comunicazione si può davvero parlare di dialogo, di fiducia che nasce e si instaura tra consumatore e azienda.
Con questo fine si ricorre sempre più spesso ai cosiddetti corporate blog, scostandosi dalla mera pubblicità che, con il suo bombardamento informativo esaspera il consumatore, costringendolo alla chiusura, alla non ricettività.

Oltre allo stranoto e più volte citato blog.ducati.com, tenuto e curato in prima persona dall’Amministratore Delegato dell’azienda, segnaliamo anche il blog italiano della consolle PlayStation; di Samsung Italia che aggiorna costantemente gli addetti al lavoro del settore e gli appassionati sui nuovi prodotti in uscita; del meno noto www.capellidaccarezzare.com dove “l’allenatore del capello Gianni” offre la sua competenza fornendo dritte e consigli su cura e acconciature dei capelli, senza espliciti e diretti riferimenti a Nivea, madre dell’operazione.

Un corporate blog ha un’importante utilità di relazioni pubbliche, di immagine. Ma al tempo stesso migliora non solo la comunicazione esterna, ma anche la comunicazione interna. A questo proposito è doveroso segnalare il caso Sun : contiene comunicazioni “semiserie”, come l’indice dei blog (con tanto di classifica) dei dipendenti dell’azienda – che così possono esprimersi e comunicare creativamente, in maniera personale – e comunicazioni più serie, quali le motivazioni delle azioni promosse dall’azienda. A queste ultime appartengono, ad esempio, le motivazioni espresse direttamente ai dipendenti, in occasioni del taglio di 5 mila dipendenti che fu messo in atto.

Come si vede da questo esempio, anche un’azione particolarmente sgradita da parte di un’azienda può essere motivata efficacemente, consegnando all’azienda stessa un minimo di trasparenza, quanto mai utile in simili situazioni.

Di questo passo il blog, assieme al sito aziendale, potrà scalzare la pubblicità nel diventare strumento principe per la costruzione dell’immagine di marca e per l’instaurazione dell’elemento fiducia con il consumatore???

Fonte: l’Espresso.

Luca Crivellaro per marketingarena

Per correttezza va segnalato che in questo post (che è stato forse il più letto da quando marketingarena è on line) si parlava in tono critico dei blog dell’utilizzo dei blog se figlio dell’effetto moda, in linea di massima comunque questo non incide sulle motivazioni giustissime e condivisibili sostenute da Luca nel suo interessante intervento odierno (Giorgio Soffiato)

Commenti