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Ecco una buona notizia per tutti quelli che pensano che idee ecologiche scontino sempre una paradossale critica di non sostenibilità: quella di non ritorno economico.
Cosa ne pensate di una discoteca che riesce a riutilizzare l’energia cinetica dei giovani scatenati sulla pista? Ci ha pensato lo studio di architettura olandese Döll-Atelier voor Bouwkunst. L’idea di base sfrutta la proprietà di particolari cristalli su cui giace sospesa la pista: se sottoposti a compressione e fatti vibrare, tali cristalli sono in grado di produrre energia elettrica per “effetto piezoelettrico”. Gli impulsi vengono poi convogliati ad un unico generatore, cosicchè l’intero fabbisogno energetico del locale viene coperto dalla… tribù che balla! (Il video è esplicativo)
E la cosa è stata realizzata all’Off_Corso di Rotterdam, lo scorso 14 ottobre. L’evento è stato inserito in una cornice più grande, chiamata Critical Mass (nome eloquente, vale a dire che per queste iniziative l’importante è raggiungere un punto di non ritorno), che ha creato un luogo fisico all’insegna dello sviluppo sostenibile. Oltre a produrre energia ballando (non è eccitante?), puoi bere birra ecologica, mangiare cibi preparati da cuochi eco-friendly, o essere sicuro che lo sciacquone utilizzi solo acqua piovana, e molto altro ancora!
L’iniziativa, già accattivante di per sé, mi ha incuriosita per un altro motivo. Mi ha dato la speranza che iniziative sostenibili per l’ambiente non siano sempre o solo un clichet di pochi volenterosi che si privano di qualcosa di più comodo, ma inquinante. No. Stavolta esiste un ritorno di business, e il marketing in tutto questo gioca un ruolo fondamentale. Infatti, volendo approfondire la questione ho cercato tutti gli enti/aziende che ruotano attorno a questo progetto. Sono una miriade. In primis, Enviu, un’organizzazione di giovani professionisti e studenti olandesi che offrono soluzioni profitable per istanze ambientalistiche e sociali. Poi ci sono tutti i brand, soprattutto locali, che hanno offerto qualcosa all’interno della discoteca (cibo, magliette, bibite, ecc..), le agenzie di promozione, le agenzie dei dj e dei gruppi che hanno suonato, e infine grandi marche come Fujitsu Siemens per la fornitura di computer e Philips per le luci LED. Infine, viene fuori che uno dei maggiori sponsor per la progettazione della tecnologia ecologica è Toshiba, che col suo manifesto di una mano impiantata nel terreno a mo’ di tronco con radici si sta presentando al mondo come supporter di una vita più sostenibile.
In buona sostanza, Enviu, vero orchestratore del tutto, non ha fatto altro che marketing relazionale! E’ riuscita a calamitare attorno ad un progetto molti moltissimi attori, ponendosi la domanda “who cares?”, senza contare che si è rivolta ad un target di giovani, con il loro linguaggio, spingendo su ideali sentiti e attuali.
E volete sapere quali sono le loro P? People, Profit and Planet.
Concludo con le parole degli organizzatori:

“The big challenge of developing a sustainable dance club is to make sustainability sexy, attractive as well as cost-effective. We want to move beyond ideology.”

Erica Pegoraro per marketingarena

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