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Questo articolo doveva essere dedicato alla campagna radio di bosch per la promozione dell’ESP (interessante il concetto di promozione degli accessori) nomina da parte del Time dei “cittadini web” come persona dell’anno. Alla fine però, ancora una volta, sono stato spiazzato dal leader, dal monopolista, da google. Spero che gli argomenti sopra elencati siano sviluppati da qualcuno dei miei colleghi nei prossimi giorni, io devo ragionare con urgenza sulla “goccia che fa traboccare il vaso”: google patentes.
Il fatto di poter cercare fra 7 milioni di brevetti è sicuramente interessante, ma non merita di per se superlativi o particolari segnalazioni, ciò che però non può essere ignorato è la mole di progetti che di cui google si fa carico.
Nella sezione “google products” ho contato quasi 40 applicazioni che vanno da blogger a toolbar, da gmail a earth (giusto per dire che non stiamo parlando del tetris e del calendario), altri 30 prodotti sono in vetrina nella sezione google labs , tutto questo costringe a chiedersi: dove sta andando google?
Io credo che la definizione più adeguata dell’azienda di Page e Brin sia “fabbrica di idee”, un modello di business complesso che sfrutta il brand multicolore per creare continuamente nuove opportunità e battere nuove strade sperando di trarre profitti dal 5/10/20% dei tentativi. L’acquisizione di YouTube e conseguente abbandono del progetto GoogleVideo sono significativi: google è ad oggi una macchina che punta a pervadere la rete e controllarla dall’interno. A mio avviso tra i prodotti manca ancora un portale in stile Yahoo ma forse questo snaturerebbe l’essenza di google che è probabilmente interessato a non intaccare il “modello yahoo” (che in USA è molto più forte rispetto all’Italia) con un attacco frontale continuando con questo “lavoro ai fianchi” fatto di acquisizioni e nuovi progetti sperimentali.
Tutto questo ci dice molto sulla “complessità nella semplicità” che google riesce a gestire con abilità.
Io credo che la missione finale di google sia “essere sempre a fianco del navigatore”, quando cerca una mappa e quando vuole imparare la storia, quando vuole tenere un blog e quando vuole trovare e basta. Ovviamente gli inserzioni apprezzano.
Quali rischi da questa politica sottile ma aggressiva? Probabilmente il fatto che adwords e adsense diventino invasivi, che google sia talmente “sempre presente” da riuscire a dare un’impronta alle risposte, perdendo quell’imparzialità che ha fatto del motore di ricerca il motore di ricerca.
Finchè tutto andrà liscio comunque in google potranno dormire sonni tranquilli, speriamo guardando ad un modello veramente vicino alla “costruzione dal basso” più che alla monopolizzazione degli spazi perché, si sa, i monopoli falliscono quasi sempre e la percezione dei navigatori è il fattore di successo più importante, ce l’ha detto anche il Times!
Giorgio Soffiato

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