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A Milano, dal 16 al 19 Novembre si è tenuto il 64° appuntamento del Salone di Milano dedicato alla moto. Un appuntamento quest’anno molto significativo per la contemporanea presenza del Salone di Colonia: i grandi costruttori si sono dicotomizzati: a Milano le Case Italiane hanno presentato le loro anteprime e concept, Honda&co.(Kawasaki a parte) hanno scelto Colonia per la presentazione delle loro novità. I dati dicono che circa 500mila visitatori hanno invaso la fiera di Milano contro le 185 mila di Colonia.
Mv Agusta, Aprilia, Ducati, ma anche Bimota e Gilera hanno dimostrato come i prodotti “Made in Italy” siano tecnologicamente e stilisticamente all’avanguardia. Vi porto alcuni esempi utili anche chi di moto non se ne intende:
· MV Agusta ha presentato l’esclusiva F4CC, moto che sarà prodotta in tiratura limitata (100 pezzi) di cui metà già prenotati, prima ancora della presentazione. Moto bellissima da vedere e tecnologicamente quasi da gara, con i suoi 200 cavalli capaci di proiettarla a circa 315 km orari. Un’opera d’arte su due ruote. La chicca: “in omaggio” ai facoltosi che si possono permettere la F4CC un orologio esclusivo Girard Perregaux da 15.000 €.
· Aprilia ha esposto Mana una moto innovativa tecnicamente: propone infatti un cambio automatico programmato secondo le modalità di guida (turismo, sport, pioggia) in alternativa a un cambio sequenziale a 7 rapporti, con selettore sul manubrio o a pedale. Innovativo pure “l’arrocco”, lo scambio di posizioni tra vano casco e serbatoio, che comporta scelte differenti da un punto di vista del design. Tra le più ammirate di tutta la rassegna pure Shiver (brivido), sempre di Aprilia, moto esteticamente molto riuscita e la prima a utilizzare al 100% il sistema ride by wire (acceleratore elettronico senza cavo).
· Ducati ha presentato 1098 dalle linee inconfondibili (riprende la 916) e che si preannuncia come il nuovo punto di riferimento della categoria. Pure i rivali giapponesi di Honda sono rimasti stupefatti di fronte all’evoluzione della bicilindrica bolognese: rispetto alla 999 infatti la 1098 è “dimagrita” di 15 kg aumentando la potenza del motore, cresciuto di cilindrata, di 20 CV.

Ci sarebbero molti altri esempi ma mi fermo qua, questi 3 permettono di capire come l’eccellenza delle moto italiane sia tanto a livello di design quanto a livello tecnologico. Sono emblematici perché permettono di capire come in questo campo l’Italia non ha paura di rischiare e prova soluzioni innovative e all’avanguardia.

La moto è emozione allo stato puro e dunque si sposa bene con l’insieme di valori associati al made in Itlay: buon gusto, richiami alla tradizione, sportività. Tuttavia senza l’impegno profuso dalle Case italiane, dagli enormi investimenti in R&D il “miracolo” non si sarebbe compiuto da solo. MV Agusta si è reinventata grazie alla tenacia e all’abilità del presidente Claudio Castiglioni, Ducati grazie al suo famoso Reparto Corse (dapprima plurivittorioso in Superbike, ora anche in MotoGp) e a scelte innovative di mktg ( serve ricordare il sito, ormai una community di fedeli appassionati, studiato come caso di successo di web-mktg), Aprilia, la quale nonostante una crisi finanziaria spezzagambe ha continuato a sfornare ottimi prodotti.

Mi chiedo: è possibile ripetere un simile risultato in altri ambiti? Pensiero comune è quello per cui l’Italia eccelle nella moda e nella manifattura ma non nella tecnologia più spinta. Eppure anche questo è “Made in Italy”, e funziona alla grande (forse sfruttando anche l’ombra lunga del successo di Valentino Rossi e dei centauri italiani…).

L’Italia dei motori è all’avanguardia anche da un punto di vista del marketing, sapendo cogliere le opportunità che si presentano: Claudio Castiglioni ha regalato ai calciatori della Nazionale italiana, per la vittoria del titolo di Campioni del Mondo una speciale 910R con livrea azzurra e scritta Italia con gli caratteri della maglia della Nazionale. Una moto bellissima e una mossa azzeccata…anche così si fa marketing.

Gianluca Marconato per marketingarena

per l’immagine: rubbermag.com

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