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Un po’ di mera attualità: da Bruxelles arriva la notizia che Viviane Reading, commissario Ue per la Cultura ha proposto una serie di aggiornamenti per la direttiva “Televisione senza frontiere” che regolamenta la quantità di spot pubblicitari nelle reti televisive. In particolare, appoggiata (o forse sarebbe meglio dire “sovvenzionata”??) dai grandi network televisivi e dalle agenzie pubblicitarie, ha pensato bene di proporre una terribile riduzione del tempo minimo di inserimento di uno stacco pubblicitario dai 45 minuti attuali a 30 minuti nei programmi per bambini e di rivedere la restrizione che impedisce una frequenza inferiore ai 20 minuti tra uno spot e l’altro. Non contenta, la commissaria lussemburghese darebbe il via libera anche ai fastidiosissimi mini-spot che purtroppo ci sorbiamo durante gli eventi sportivi, già presenti da noi in maniera abusiva: non a caso, a riguardo siamo sottoposti a una procedura d’infrazione dell’Ue (chi l’ha detto che noi italiani siamo in ritardo su tutto?!?!?!). Il nostro ministro per le comunicazioni Gentiloni si sta opponendo alla proposta, considerando infatti che si approderebbe ad una eccessiva liberalizzazione della pubblicità, con effetti negativi sui telespettatori e sull’integrità dei programmi (testuale). La Reading viene accusata nello specifico di voler americanizzare la televisione europea, optando per il modello commerciale d’oltreoceano.
Un’altra proposta, forse più sensata ma altrettanto osteggiata, riguarda la possibilità di deroghe verso la pubblicità occulta di prodotti durante i film: certo, non dovrà essere stravolta la trama del film, ma la pratica del product placement potrebbe essere un buon investimento per le aziende (si veda a tal proposito l’esperienza di Meltin Pot) e un ottimo innesto di risorse per il mondo del cinema, in difficoltà dal punto di vista economico (peer to peer?!).
Intanto, si è votato due giorni fa all’Europarlamento, tra una pesante mole di emendamenti e un’ancora più pesante orda di polemiche….staremo a vedere…

Fonte: Corriere della Sera, martedì 14 Novembre 2006.

Luca Crivellaro per Marketingarena

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