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Oggi chiudiamo i libri di teoria…una notizia “leggera” che riguarda la comunicazione in generale. E’ recente il caso del teenager scozzese che in un tema in classe ha riportato la celeberrima frase dell’Amleto di Shakespeare “to be or not to be” (“essere o non essere” per la nonna che legge il nostro blog) con un più slang “2b or not 2b”, in un amorevole e appassionato slancio verso lo scritto tipico della messaggistica telefonica.
Quale sarà stata la reazione del professore? Sdegnosa dite? Irosa?? Furiosa??? Niente di tutto ciò…il professore ha accettato la nuova dicitura, creando così un pesante precedente nella storia della scuola inglese. Risultato: da questo momento in Scozia gli alunni possono scrivere i temi con il cosiddetto linguaggio sms.

I puristi, da tutte le parti del mondo gridano allo scandalo ovviamente, giudicando una terribile sciocchezza permettere l’utilizzo di un linguaggio slang come quello sms, all’interno di un’esercitazione che consente l’acquisizione di quelle che sono le regole formali, sintattiche e grammaticali fondamentali per ogni individuo istruito.

In Italia, in vari forum, il fronte si divide. Leggiamo alcuni pareri interessanti:

Così “Ou The Real”: …Pensate il dramma se si cominciasse a dover sapere l’sms-ese di ogni lingua che si presume di conoscere…

Magic Jo–S4F: …Alla fine è un processo inarrestabile. Sì al linguaggio sms. L’italiano deriva dalla volgarizzazione del latino, e probabilmente gli “acculturati” del tempo erano contrari alla contaminazione. Le lingue si evolvono, basta essere bacchettoni!

Murador: …tra un americano che scrive nite, lite, thru, color, e un inglese che invece scrive night, light, through e colour non c’è alcuna differenza, il significato è lo stesso. Ricordiamoci che in inglese quello che conta davvero è la pronuncia della parola, non il modo in cui è scritta…

In realtà la discussione si concentra ancor più sulla possibilità di accettare l’ortografia americana (sulla cresta dell’onda tra i giovani grazie ai film americani) al posto della classica inglese. Qualche esempio: to summarize anziché to summarise; nite anziché night; neighbor anziché neighbour…Ma il problema del linguaggio sms è ancor più rilevante perché riguarda ormai quasi tutte le società occidentali.

Altri studi (della British Psychological Society di Londra) dimostrano addirittura che il tanto vituperato linguaggio sms sviluppa la creatività dei giovani, aumentandone la consapevolezza fonetica e la creatività linguistica…

Infine, anche il marketing non rimane a guardare: scrivere un messaggio con stile sms significa indirizzarlo dritto al cuore di un target adolescente o comunque giovane, come ha già fatto Mediaworld. Si veda a proposito questa foto.

Insomma…forse questa rivoluzione linguistica non arreca poi troppi danni, o forse si. Quello che è certo è che può costituire un importante strumento per tutti gli attori economici e non, che vorranno comunicare efficacemente con un target chiave che, se conquistato, può regalare grosse soddisfazioni.

Linguaggio sms: promosso o bocciato???

Per saperne di più

Luca Crivellaro per Marketingarena

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