Email this to someoneBuffer this pageTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInShare on Facebook

La notizia non è recentissima ma è passata abbastanza in ombra: brutto sintomo questo poiché implica una sorta di rassegnazione nei confronti del fenomeno. La Smart Fortwo, la microvettura da città della Mercedes è stata riprodotta in tutto e per tutto da una casa cinese, tale CMEC.
Non è la prima volta che una casa cinese copia in maniera spudorata un altro modello: il caso era scoppiato quando la cinese Chery aveva immesso nel mercato di casa la QQ , una riproduzione pressoché perfetta dell’allora Daewoo Matiz : in quel caso tuttavia almeno qualche particolare era stato cambiato, tanto per camuffare l’operazione.
In questo caso invece la sfrontatezza è stata tale che la vettura tedesca è stata riprodotta fedelmente: a parte una leggera differenza nella forma dei fari, delle maniglie, degli specchietti retrovisori e del coperchio del serbatoio il resto è tale e quale. Dentro le differenze sono più sostanziali e soprattutto meccanicamente le due microcar non hanno niente a che vedere tra loro (la CMEC infatti è spinta da un motore elettrico). A sentire il direttore della CMEC, Jerry Chen, la vettura è stata sviluppata esclusivamente per l’Europa, senza essere probabilmente a conoscenza che il marchio Smart è brevettato e protetto non solo come sigla, ma anche come marchio tridimensionale in Europa presso l’UAMI di Alicante: dunque le probabilità di vedere circolare questa falsa copia da noi sono in realtà pressoché nulle.

A prescindere dal fatto che questa falsa Smart non sbarcherà nei mercati occidentali non bisogna stancarsi nel denunciare tali vergognose operazioni, che se ripetute – e purtroppo questa sembra la tendenza dei cinesi – possono essere un serio pericolo in quanto sfruttano investimenti ingenti in R&D di altri accaparrandosi conoscenze tacite insite nei prodotti e replicandole a basso costo. Un conto è un trarre spunto, ispirarsi e rifarsi a modelli di successo (giapponesi e coreani hanno iniziato così), un conto è replicare interamente un intero modello: questo francamente è troppo. Il mercato cinese è in prospettiva (non molto lontana a dire il vero) un’opportunità per tutte le Case automobilistiche, ma senza norme più restrittive di tutela dei “diritti d’autore” e dei brevetti industriali – e lo so, se ne parla ormai da una vita – diventa un mercato fantasma poiché nessuno savio di mente andrebbe a vendere i propri prodotti dove li copiano e li mettono in circolazione IDENTICI a metà prezzo.

Di questo passo la “Settimana Enigmistica” nel famoso gioco “Trova le differenze” potrebbe utilizzare il modello originale e il falso cinese, sempre che si possano riscontrare almeno 7 differenze visibili. Pablo Picasso affermò: “i bravi artisti copiano, i geni rubano”. Chissà come avrebbe considerato i plagiatori.

Gianluca Marconato per marketingarena

Commenti