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Visto che ultimamente parliamo di iniziative di marketing ambientale, che costituiscono una frontiera avanzata di esperienza pubblicitaria, non posso fare a meno di segnalare l’iniziativa dell’agenzia Duval Guillaume di Antwerp (Belgio), che ha promosso per Schweppes una campagna che segue gli stessi principi della comunicazione alternativa di Ikea (si veda post precedente di Ilaria). Ha arredato infatti le fontane di alcune città europee con delle simil-bottiglie giganti di Schweppes, con la celebre etichetta gialla, dalle quali fuoriesce il getto d’acqua della fontana, dando perciò l’impressione di effervescenza tipica della nota bibita! Ma meglio delle parole, spiega la foto a lato!

Andrea Signori, uomo marketing di Ad Maiora, dalle pagine di www.comunitazione.it e del suo blog, espone però i propri dubbi sulla reali possibilità di realizzazione di questa campagna, dato che non saranno forse molti i comuni che daranno il proprio benestare all’azione, che oscurerebbe fontane dal valore artistico. Ma l’idea è validissima e dovunque sarà realizzata, colpirà senza dubbio lo spettatore.

La Duval Guillaume si è distinta già per altre campagne ambientali: rilevante è quella realizzata per Virgin Express. A Berlino è stato preparato un cartellone rosso alto circa 2 metri e lungo circa 1 kilometro, “semplicemente” per annunciare l’apertura della nuova tratta Berlino-Bruxelles, al prezzo di 41 euro. Oltre a questo semplice messaggio sono state inserite anche barzellette e battute, storie divertenti, frasi in brail, disegni e simboli, il tutto in un’unica proposizione lunga un kilomentro!

FOTO

Invito a fare un giro nel loro sito, molto curato, per approfondimenti sul loro ottimo lavoro.

Infine, un’ultima osservazione: questo tipi di campagna hanno sicuramente un alto impatto e dei costi anche sostanzialmente contenuti rispetto alle grandi campagne televisive, tanto per fare un esempio. Ma vi chiedo: che tipi di risvolti pratici ed effetti concreti si possono ottenere? Non rischia soltanto si essere quasi una forma di “arte pubblicitaria” fine a sé stessa, effettuata in alcune grandi città, come nel nostro caso Berlino, già ampiamente abituate a questo tipo di iniziative?

A voi la parola…E come dicono alla Duval Guillaume…”Be true, be you”.

Luca Crivellaro per Marketingarena

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