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Nell’inserto ICT de il sole 24 ore del 16 ottobre si trovano interessanti spunti per il mercato dello sviluppo software, uno degli ambiti attualmente piu’ competitivi e complessi nel panorama tecnologico mondiale.
La domanda e’ la seguente: come puo’ un’impresa che tratta software e non si chiama microsoft, sap o oracle proliferare? La risposta che darei da aspirante uomo di marketing e’ la stessa che ho proposto nella discussione odierna con l’amico filippo: differenziare il business o puntare su un fattore che le grandi aziende faticano a dominare (e se lo dominano per procedure non e’ la stessa cosa), la relazione. Due esempi interessanti sono offerti proprio dall’inserto in questione che parla della romana goware e di xtel, quasi start up la prima, piu’ consolidata la seconda.
Goware ha reinterpretato il mercato del software distribuendo un prodotto americano che permette di adattare le esigenze di mobilita’ aziendale alla complessità che le soluzioni software odierne impongono. E’ insomma possibile liberarsi del computer portatile e lavorare con pda e smartphone. Il target di goware sono societa’ di consulenza, system integrator, operatori telefonici e application service provider.
Il secondo esempio che a mio avviso merita un cenno e’ xtel, azienda che opera come partner degli operatori del largo consumo nei software per la gestione di marketing e vendite. La via seguita dall’azienda bolognese e’ la giusta rinuncia all’attacco frontale a colossi come sap e oracle per focalizzarsi sull integrazione del proprio prodotto con i gestionali offerti da questi colossi. L’elevata specializzazione permette di offrire una soluzione verticale per il controllo dei budget commerciali, solitamente molto importanti.
E’ quindi interessante notare come due aziende potenzialmente in difficolta’ se statiche, abbiano trovato nel dinamismo della personalizzazione e della differenziazione la possibilita’ per eccellere, sono queste scelte piu’ strategiche e di marketing che tecniche, immagino infatti che per un programmatore preparato sia piuttosto ininfluente lo scopo del software che scrive.
Tutto questo dimostra come anche un mercato potenzialmente saturo possa offrire nicchie interessanti reinterpretando in chiave creativa i bisogni, sempre piu’ specifici, del b2b cliente.

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