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Dodge Challenger, Ford Shelby GR-1, Chevrolet Camaro. A noi europei questi marchi e nomi di automobile non dicono forse nulla. In realtà i tre modelli sopra citati sono vetture impresse nella memoria degli appassionati (e non!) di auto americani (e non!). Tre “muscle car”: cioè auto coi muscoli: automobili dalla forte connotazione sportiva,caratterizzate da passaruota allargati, spoiler e motori esuberanti invoga alla fine degli anni 60. Cosa c’entra col marketing? Ebbene, pure gli americani hanno deciso di percorrere la strada del“revival”. Certo, una tendenza non propriamente innovativa, già sperimentata con ampio successo da BMW con la sua Mini e VW con la “NewBeetle” (peccato che il Microbus non venga prodotto in serie: il concept è davvero splendido!). Il meccanismo è sempre lo stesso: ripescare dal passato un’automobile di successo e riproporla con design moderno in chiave retrò. Il pubblico gradisce. [Ford, non contenta si è pure spinta oltre, riproponendo con pochissime variazioni lo stesso identico modello dopo 40 anni: Ford Gt-40 in edizione limitata: coda come al supermarketper averne una] Pure Lamborghini (marchio controllato da VW n.d.r) ha già proposto come concept-car un’evoluzione della splendida Miura (vettura sportiva del’66, considerata la più bella auto mai prodotta) con ottimi commenti da parte della critica.Per non parlare di Alfa Romeo e della sua 8C Competizione: sportiva in edizione limitata ispirata – anche nella sigla – ai gloriosi modelli del passato e Fiat con l’attesissima 500 (serve ricordare a quale noto modello si ispira?).

Alcune considerazioni:

a. Prendere spunto dal passato non è più sinonimo di originalità: oramai è una tendenza collaudata: si da adito a riflessioni quali “i designer oggi non hanno più idee”; affermazione facilmente smentibile dando un’occhiata alla bellezza di molti prototipi ai saloni. Da non sottovalutare nemmeno il rischio di assuefazione con conseguente perdita dell’effetto innovativo, già oggi in parte attenuato.

b. Il modello del passato deve essere riconoscibile o fortemente evocativo, identificabile facilmente anche dal non appassionato e non necessariamente un successo commerciale

c. Modello con design retrò non è sinonimo di successo: Chrysler PtCruiser e BMW Z8 su tutte.

Infine una considerazione di carattere generale: un’auto bella si vende sempre: finalmente anche le case italiane se ne sono accorte, dopo anni di letargo e scelte suicide. Fiat Grande Punto, Lancia Ipsilon,Maserati. E soprattutto Alfa Romeo: un plauso al management Alfa (e di conseguenza a quello del Groppo Fiat a cui fa capo) per la direzione intrapresa in tal senso: 159, 159 Sportwagon, Brera e Spider sono auto –purtroppo, nonostante gli sforzi profusi!- ancora inferiori alla concorrenza tedesca in quanto a finiture e raffinatezza dei materiali e assemblaggio, ma nettamente (e lo dico senza paura di essere smentito) migliori sul piano del design e dell’impatto visivo rispetto alle rivali di pari categoria teutoniche.

Gianluca Marconato per marketingarena.it

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