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Grande polemica in UK per la campagna di Crafty (credo sia un’azienda inglese produttrice di cibi grassi come da foto.. ma non escludo sia una categorizzazione) che ha targettizzato al massimo sui ragazzi escludendo di botto le madri. Queste, sarà per l’ego ferito o (probabilmente) per il timore sulla salute dei figli, non l’hanno presa bene (memori di una simile campagna Kellog).
In breve la campagna di marketing innovativo ha puntato su sms, chat e strumenti ad alta frequentazione adolescenziale, in questa maniera i genitori sono stati assolutamente esclusi e, ben consci dell’importanza dell’influenzatore, quelli di crafty hanno pensato che l’acquirente materiale era il robot, ma loro volevano ingolosire il telecomando.. e probabilmente ci sono riusciti. La discussione nasce a proposito del valore etico di tali campagne. Personalmente ritengo che ci siano dei limiti da imporre ma penso anche che se un ragazzo sa usare il telefonino è anche abile per comprendere cosa è più giusto o meno per la sua persona (anche perchè se riceve messaggi ha sottoscritto una registrazione quindi non stiamo parlando di un bambino-automa ma di un ragazzo del 2006, smaliziato all’eccesso).

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