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Ho trovato un articolo piuttosto interessante, parla di v-marketing e musica, nulla di nuovo visto che la musica è uno dei grandi termometri per capire dove sta andando il marketing, ci ho lavorato sulla tesi e meglio di me ci hanno lavorato Cottica e Fabbri nel loro paper “Il marketing virale. Esperienze e lezioni dal mercato musicale” (il titolo è circa questo ed è facilmente reperibile in rete, ad ogni modo è stato pubblicato su economia&management). Ho linkato però l’articolo perchè è interessante capire lo stato delle cose in termini di musica e marketing ed evidenziare alcuni aspetti.
– Sono sempre in meno ad ascoltare la radio e il “trito e ritrito” proposto, va detto però che le maggiori potenzialità del download e delle possibilità di scelta sono contrastate dalla presenza ubiqua del device radio (banca intesa mi ha regalato la radiolina non un portatile con connessione wi-fi).
– La radio regge comunque l’urto e si trasforma in un media di qualità cedendo la parte meno qualitativa e più artigianale a bloggers, podcaster etc..
– A mio avviso presto questo divario tra radio e podcaster sarà colmato in termini di tecnologia. Fiorello continuerà comunque a fare la differenza ma non è detto che non spunti un fiorello (azz battuta involontaria ma favolosa ghgh) dal popolo degli internet contents creators
– Il podcast è uno strumento quasi obsoleto per i nerd ma di cui tener conto perchè ha potenzialità impressionanti (come il videocast)
-Esiste effettivamente la possibilità di fare marketing di se stessi più facilmente. L’articolo fa sembrare quasi facile il fatto di diventare una star (suggerendo anche di mettersi in piazza a cantare, cosa ben poco innovativa come strumento virale, anche se di sicuro effetto). E’ palese che è oggi più facile farsi conoscere e che con un’attività di presenzialismo in rete (forum etc..) ai limiti dello spam è possibile fare molto e farsi conoscere. Credo però che di qui a diventare una star ce ne passi..
– In conclusione ci sono delle possibilità che qualche tempo fa non c’erano ma non è tutto oro (quello che fa luce..) ed è quindi necessario studiare un minimo di strategia organica anche se si decide di farsi il virale da soli e con 10 euro (cosa a mio avviso possibile e meglio di niente), resta d’altra parte certo che i media center che dominano questi strumenti hanno competenze che superano il singolo (non mi riferisco ovviamente agli improvvisati e ridicoli santoni del marketing innovativo).

Infine se avete bisogno di capire dove sta andando il marketing, chiedetevi dove sta andando la musica, molto spesso le strade coincidono

image credits: robertomangosi.com

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