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Stavo per pubblicare una notizia su una sedia molto particolare quando sul sito (americano) mi ha colpito questo link, sito dove gli americani vendono agli americani “italian furniture”. Se di facciata siamo spesso denigrati (o cosi vogliono farci credere), il claim “The passion and elegance of italian style”, confema la riconosciuta stima verso una skill del marchio Italia che poche altre produzioni nazionali possono vantare: lo stile.
Difficilmente vedremo a breve un claim in un sito simile che riporta “The passion and elegnce of chinese style”, ecco quindi la via d’uscita, la strada per non mancare l’appuntamento con i decenni futuri, anzi entrando da protagonisti nei “salotti buoni” del mercato mondiale.
Il nostro paese ha le carte in regola per mantenere la leadership su tutto quello che esula la mera concorrenza di costo, la risorsa turistica va rivalutata (ne ha parlato Maurizio Goetz nel suo blog 3-4 post va) e non dobbiamo pensare che non ci siano spazi di autonomia; il consumo di esperienze e significati è moda, ma è anche realtà. E noi siamo maestri nel ricreare queste realtà.
L’innovazione resta la chiave, anche se molto altro c’è da fare, segnalo visto che si parla di innovazioni necessarie, la presenza nel nuovo esecutivo italiano di un ministro blogger, tralasciando le simpatie personali è di certo un buon segno.

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