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A proposito di nuovi marketing, credo che le aziende dimostrino coraggio solo quando si tratta di arrivare primi (grazie a disponibilità consisitenti) nel dominio di tecniche di sicuro successo. Nike sperimenta il guerrilla marketing dopo il successo di qualche start-up ma prima di adidas. C’è però la quasi certezza che anche Adidas e Reebok prima o poi piazzeranno una scarpa di 10 metri in centro a New York. Anche il guerrilla, oggi paventato come la più innovativa e “cool” delle tecniche di marketing, rischia di trasformarsi in una grande normalità in cui chi avrà più soldi potrà attaccare l’adesivo più grande nel posto più bello, e magari le istituzioni chiuderanno un occhio in cambio della rimozione della bruttura da li a un mese e del finanziamento di un parco giochi in città. E di guerrilla resterà solo il nome.
Tutti parlano di valore e qualità ma sono ancora poche le aziende che accettano di rischiare regalando un proprio prodotto “per far vedere al consumatore l’effetto che fa” e per sfidarsi a farglielo ricomprare sul campo e non grazie al finto sorriso di una modella troppo o poco pagata che per 1000 euro in più avrebbe sorriso per la concorrenza.
E’ interessante il concetto di user design che innova la concezione del prototipo. Se il profumo self-designed sul sito del produttore costa 100 euro, difficilmente il brand sarà tanto forte da indurre il consumatore a provare per il solo gusto di odorare la propria creazione, rischiando di sentire odore e non profumo causa inesperienza miscelatoria. Lo stesso consumatore sarà però disposto a farlo per 5 o 10 o 15 euro ricevendo un campione della propria creazione e magari vedendo quei 10 euro scontati sull’acquisto del prodotto intero o tramutati in omaggio per la moglie. Io sono favorevole a questo marketing, all’incentivo post-testing, un pò come se l’azienda potesse presentare la propria offerta solo dopo aver investito sul consumatore con la sola garanzia della convinzione di produrre qualità. QUesta estremizzazione del permission marketing tiene conto del customer power e premia le aziende che la qualità la producono davvero. Impareranno prima o poi a presentarsi prima di urlare nelle orecchie di un esausto ascoltatore svogliato?

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