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Con questo gioco di parole mi riferisco al senso che il termine design ha nella sua terra d’origine: se l’accostamento alla parola disegno ha portato noi italiani a intendere con tale termine la penna del creativo, gli inglesi quando parlano di design si riferiscono anche alla fase di progettazione, fase che ben si integra al disegno vero e proprio ma che include anche altre ampie accezioni.
In questo senso credo che il design stia prepotentemente irrompendo nel concetto di prodotto, sarà la tendenza edonistica e il gusto del bello, sarà l’abilità del mktg man di far sembrare bello e nuovo anche ciò che non lo è, fatto sta che oggi nomi come pininfarina o giugiaro sono sinonimi di bellezza e danno a tutti ciò che toccano un valore aggiunto imponente. Se ne sono accorti anche i non produttori di auto e questo mi sembra un indizio più che convincente. Sembra insomma che oggi l’unicità del particolare sia la chiave del successo e il nome del “personalizzatore” è sempre più importante per il prodotto. Credo che anche in ottica di convivenza con la Cina ci sia da pensare a cosa può continuare a far pensare a noi italiani come a gente unica. Ho letto di una ferrari copiata dai cinesi, direi che non c’è nemmeno da preoccuparsi per quelle che sono paragonabili a copie di un quadro. Anche io in casa ho una copia dell’urlo di Munch ma non per questo il quadro ora vale meno. Credo che su questo concetto ci sia parecchio da ragionare per capire come mutare le nostre prospettive. Voi che ne dite?

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