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Oggi stavo preparando il mio esame di sociologia dei consumi.. I famigerati autori della scuola di francoforte sostengono in poche parole che il miglioramento estetico (quindi in termini di bellezza e non di valore d’uso) è un male perchè porta all’alienazione dell’individuo. E se i consumatori sono realmente soddisfatti è ancora peggio perchè la realtà percepita è lo stadio successivo all’alienazione. Ma visto che il fantasma estetico non basta, ecco l’ “obsolescenza programmata”; i prodotti durano meno e vengono presto sostituiti, qualità scadente (e quantità sempre minori di prodotto per scatole sempre più grandi). A mio avviso la liceità di tale comportamento è davvero non sostenibile anche perchè sembra frutto di un accordo tacito tra aziende.. probabilmente però anche in questo caso chi sa cogliere la “controtendenza” fa saltare il banco.. Le aziende note per produrre oggetti indistruttibili godono solitamente di un passaparola importante, un brand forte e radicatissimo e la possibilità di vedersi riconosciuto quel premium price non sempre ben accolto dal mondo del consumo. A casa ho una lavatrice che ha almeno la mia età e non ha mai creato problemi, cosa credete che compreremo quando verrà il momento di cambiarla?
Mio padre due o tre anni fa comprò un’auto supertecnologica ed ebbe qualche problema con l’elettronica e.. sorpresa.. non c’era un meccanismo non automatico per aprire il tappo della benzina! 5.000 euro per cambiare numerosi pezzi prima di capire qual’era il guasto.. e oltretutto quell’auto non è mai andata bene! Credete che ricompreremo quell’auto? La lezione è fin troppo scontata, le bugie hanno le gambe corte!

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